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CODICE di formule matematiche inciso sulla pietra più di 5000 anni fa.

Come si può evincere, il bisogno di CODICI per l'uomo, NON è affatto  RECENTE!

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CARATTERISTICA DELLA PAGINA: ISTRUTTIVA!

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OLTRE LE ASPETTATIVE

Nella MALAUGURATISSIMA ipotesi per la quale dovesse scordare il nostro MARCHIO SUESPOSTO, CI POTREBBE TROVARE COMUNQUE con i MOTORI DI RICERCA, inserendo il cognome "CARMELLINI", AFFIANCATO A: bici, biciclette, biciclette elettriche, Mountain Bike, costruzione di bici, vendita di bici, bici da 250 Watt, biciclette da 250 W, bici da 250 Watt... ecc.

Se dovesse scordare il nome del nostro sito, sui MOTORI di RICERCA, digiti: -BICI(clette) CARMELLINI, oppure E-Bike Carmellini, BICI ELETTRICHE ad Arco (TN)…… ecc.!

 

 

Per qualsiasi informazione NON esiti a contattarci; anche FUORI ORARIO! SIAMO AD ARCO (TN)! L'INDIRIZZO completo e i nostri dati, sono sempre IN FONDO a TUTTE le 24 PAGINE! Telefono dell'OFFICINA (preferibile): 0464 516408, in subordine, 338 35 64 425. VERSO LA FINE di ciascuna delle 24 PAGINE di codesto SITO, troverà IL MODULO PER INVIARCI una MAIL!

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OLTRE LE ASPETTATIVE

Sistemi di ri-SALITA, FUORI DELL'ORDINARIO... & BELLI!

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mtb-elettriche.com

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 Autovettura con portabici, col carico di 3 biciclette ELETTRICHE, che potremmo consegnarVi!

Per il Vs. divertimento allo stato BRADO nella natura incontaminata!

"Per raggiungere la VETTA la MIA E-Bike è PERFETTA"!

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In FONDO, a ognuna delle 26 PAGINE che costituiscono il SITO, c'è il MODULO per inviarci una Email in AUTOMATICO.              Mille grazie da Enrico CARMELLINI!

TELEFONO e Fax: 0464 516408; in subordine 3383564425

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(Codice "NORBA" e a seguire notizie "da conoscere" sulle MTB)

Codice di comportamento NORBA

(National Off Road Bicycle Association)

 

Nella pratica della MOUNTAIN BIKE, capita sovente per elezione, di percorrere sentieri CAI normalmente frequentati da camminatori. E’ necessario quindi prestare la massima attenzione nel percorrere questi sentieri e dare sempre la precedenza ai pedoni.

Per ricordare come un buon ciclista dovrebbe comportarsi, riportiamo il Codice di Comportamento adottato negli USA stabilito dalla National Off Road Bicycle Association, comunemente chiamato Codice NORBA.

        * Dare la precedenza agli escursionisti a piedi: anche perchè la gente GIUDICA la Mtb, dal vostro comportamento.


        * Rallentare e usare cautela, nell’avvicinare e superare gli altri escursionisti in bicicletta, o le persone che facciano trekking in montagna.


        * Controllare sempre la velocità e affrontare le curve prevedendo di poter incontrare qualcuno. L’andatura dovrebbe essere commisurata all’esperienza di ciascuno ed al tipo di terreno.


        * Restare sui percorsi già tracciati, evitare di tagliare per terreni molli: sussiste il rischio di danneggiare le vegetazione e d'accentuare l’erosione del suolo.


        * Non lasciare rifiuti. Portare con sé i propri e se possibile, raccogliere quelli abbandonati dagli altri.


        * Non spaventare gli animali e dare loro il tempo di spostarsi dalla vostra strada.


        * Rispettare le proprietà e riportare i cancelli nella posizione in cui erano stati trovati.


        * Essere sempre autosufficienti. La meta da raggiungere e la velocità media, devono essere sempre stabilite in funzione delle possibilità personali, dell’equipaggiamento, in considerazione del terreno, delle condizioni meteorologiche esistenti e nondimeno di quelle previste.


        * Non viaggiare da soli in zone isolate e se si devono coprire lunghe distanze, comunicare sempre la destinazione e il programma di viaggio.


        * Rispettate la filosofia del cicloescursionismo tesa al minimo impatto con la natura. Limitarsi a scattare fotografie e lasciare impronte leggere; per portare con sé solo bei ricordi. 

 

CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE DEL CICLOESCURSIONISTA

(A cura del "CAI")

Anche il Club Alpino Italiano, ha introdotto un codice di autoregolamentazione per il cicloescursionista, con lo scopo di tutelare l'ambiente e di rispettare gli altri frequentatori.

NORME AMBIENTALI

I percorsi devono esser scelti in funzione di tracciati e/o delle condizioni ambientali che consentano il passaggio della Mtb, senza arrecare danno al patrimonio naturalistico; evitare di uscire dal tracciato.


Le tecniche di guida devono essere ecocompatibili, scevre da manovre dannose, quali ad esempio le derapate (bloccaggio della ruota posteriore).


Non fa parte della filosofia CAI servirsi d'impianti di risalita o di mezzi meccanici, per poi usare la Mtb solo come mezzo di discesa (il downhill è estraneo allo spirito del CAI).


NORME TECNICHE

Il mezzo in uso deve essere in condizioni meccaniche efficienti.


L'abbigliamento, l'attrezzatura e l'equipaggiamento, devono essere adeguati al percorso da affrontare.
Il casco deve sempre essere indossato ed allacciato.

NORME DI SICUREZZA

La velocità di conduzione deve essere commisurata alle capacità personali, alla visibilità ed alle condizioni del percorso, in modo da non creare pericolo per sé e per gli altri.
Occorre sempre dare la precedenza agli escursionisti a piedi, che devono essere garbatamente avvisati a distanza del nostro arrivo: a voce, o con un dispositivo acustico.
La scelta dei percorsi deve tenere conto delle personali capacità fisiche, tecniche ed atletiche.


SCALE DI DIFFICOLTA' 

DI seguito, vengono riportate due scale di difficoltà per la MTB: una è dedicata soprattutto al freeride e alla MTB "estrema"; l'altra è più adatta all'escursionismo. Presentano, ovviamente, delle analogie.

Scala Singletrail (Austria/Germania)

S0: sentieri poco ripidi, svolte semplici, accessibili a chiunque;
S1: sentieri più impegnativi, ma con fondo non sdrucciolevole e assenza di gradini;
S2: presenza di tratti sdrucciolevoli e di qualche gradino;
S3: terreno perlopiù sdrucciolevole, gradini più tosti ("a misura di corone"), svolte impegnative;
S4: terreno ripido e sdrucciolevole, svolte impegnative che richiedono tecniche trialistiche;
S5: solitamente non percorribile: pochi possono affrontare questi tratti in sella.


Scala CAI - Club Alpino Italiano

TC: (turistico) percorso su strade sterrate dal fondo compatto e scorrevole, di tipo carrozzabile;


MC: (per cicloescursionisti di media capacità tecnica) percorso su strade sterrate, con il fondo poco sconnesso, o non troppo irregolare (tratturi, carrarecce…), o su sentieri con fondo compatto e scorrevole;

BC: (per cicloescursionisti di buone capacità tecniche) percorso su sterrate molto sconnesse, o su mulattiere e sentieri dal fondo piuttosto sconnesso, ma abbastanza scorrevole, oppure compatto, ma irregolare, con qualche ostacolo naturale (per es. gradini di roccia o radici);

OC: (per cicloescursionisti di ottime capacità tecniche) come sopra, ma su sentieri dal fondo molto sconnesso e/o molto irregolare, con presenza significativa di ostacoli;


EC: (massimo livello per il cicloescursionista... estremo! Possibilmente da evitare in gite sociali) percorso su sentieri molto irregolari, caratterizzati da gradoni e ostacoli in continua successione, che richiedono tecniche di tipo trialistico.


Alle precedenti sigle, potrebbe essere aggiunto il segno "+", ESCLUSIVAMENTE se siano presenti TRATTI SIGNIFICATIVI, con pendenze sostenute.

Esso, non serve  per indicare la presenza di tratti con fondo diverso e di difficoltà maggiore, neppure per segnalare una particolare lunghezza della salita o della discesa: solo in presenza d'una ripidità, o di lunghi tratti, o brevi, ma frequenti e dall'inclinazione importante.

La determinazione della sigla non deve tenere conto di eventuali tratti non ciclabili e deve essere effettuata tenendo conto delle condizioni ottimali.

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OLTRE LE ASPETTATIVE

ORIGINI & SVILUPPI delle MTB (che NOI motorizziamo)!!!

Fonte Wikipedia

The Free Encyclopedia

         La bicicletta da montagna nasce in California negli Stati Uniti verso la fine degli anni sessanta.

All'inizio le mountain bike non erano altro che robuste biciclette modificate in modo da poter sopportare le sollecitazioni di escursioni fuoristrada ed erano probabilmente utilizzate da gruppi hippies in cerca di spazi incontaminati.

Il primo serio sviluppo alle MTB fu dato da Gary Fisher, Tom Ritchey e Joe Breeze che modificarono la geometria del telaio, lo resero più leggero ed introdussero un cambio di velocità specifico.

Il fenomeno MOUNTAIN BIKE dilagò in tutti gli Stati Uniti e più tardi negli ANNI OTTANTA, in Europa.

In Italia, quando molti snobbavano le MTB, la ditta Cinelli con buona intuizione, lanciò sul mercato il modello "RAMPICHINO".

Da allora (1985) fino alla fine del secolo le vendite di MTB si incrementarono al punto da superare la quota di due terzi del mercato.

La cultura della mountain bike e dei suoi appassionati si è sviluppata intorno a valori come l'amore per la natura e per gli ambienti incontaminati, ma anche per le forti emozioni.

Oggi le mountain bike vengono costruite in numerosissime versioni e sono diffusissime anche in città.

Sono assai diverse dai primi modelli e hanno ora anche forcelle (o l'intera struttura) ammortizzate e freni a disco.

LE NOSTRE PRESENTANO IN PIU' LA "FRENATA RIGENERATIVA!!! 

            Alcune caratteristiche delle Mountain Bike

TELAIO


I telai per mountain bike sono caratterizzati dall'avere una geometria diversa da quelli per bici da strada, tendenzialmente più "compatta" a parità di misura, per conferire maneggevolezza e resistenza.

Negli ultimi anni si è diffusa la geometria detta "sloping" dall'inglese "slope" per "inclinazione" che presentano il tubo orizzontale fortemente inclinato verso il basso e il tubo reggisella conseguentemente molto lungo.

Tra i materiali il più usato fino a pochi anni fa era l'acciaio cromo-molibdeno (meno costoso ma più pesante) mentre oggi la maggior parte dei telai sono realizzati in alluminio.

L'acciaio è ancora utilizzato per produzioni di bassa gamma o per modelli di nicchia e di grande qualità dove l'uso di leghe speciali e la lavorazione accurata consentono di ottenere pesi simili ai telai in alluminio ma dotati dell'elasticità e robustezza caratteristici di quelli in acciaio (per esempio i nuovi acciai speciali tipo Nivacrom hanno permesso di ridurre il peso di un telaio da circa 2700 a 1500 grammi).

Sui modelli più costosi e orientati alla competizione cross-country il telaio è spesso realizzato in carbonio, con un piccolo risparmio di peso rispetto all'alluminio, più raramente in titanio. L'impiego di quest'ultimo metallo rappresenta il miglior compromesso tra leggerezza, resistenza alla fatica meccanica e alla corrosione ed elasticità strutturale ma il suo impiego è limitato dal prezzo molto elevato della materia prima e della loro lavorazione, visto che vengono realizzati artigianalmente a mano da pochi specialisti.

RUOTE

Sono costituite da cerchi quasi sempre della misura comunemente denominata "26 pollici", ma il loro diametro effettivo è di 559 mm misurati dal punto di battuta dello pneumatico sul cerchio, corrispondenti a circa 22 pollici anglosassoni.

Esistono in commercio ruote per mountain bike dette "29 pollici", molto meno diffuse (ma stanno pian piano prendendo piede, negli USA rappresentano il 15% del mercato), in cui il diametro del cerchio è uguale a quello di una bici da corsa standard (622mm).
Cerchione, mozzo e raggi sono costruiti e assemblati in modo del tutto analogo a quello delle bici da strada e con gli stessi materiali (solitamente alluminio per i cerchi, acciaio per i mozzi e i raggi), in particolare l'asse filettato delle ruote anteriori è intercambiabile fra bici da corsa e mountain bike, e la costruzione interna dei mozzi non presenta sostanziali differenze a parte le misure ed eventualmente la disposizione dei raggi (nel caso sia previsto un freno a disco).

La resistenza agli urti leggermente maggiore delle ruote da mountain bike rispetto a quelle da corsa è principalmente dovuta al minore diametro del cerchio e alla maggiore larghezza dello stesso.

Fanno eccezione le bici pensate per effettuare primariamente percorsi in discesa ("downhill" o "freeride") che possono presentare mozzi con un asse passante di tipo motociclistico e cerchi a tripla camera ("triple wall").


PNEUMATICI

Scolpite e di larga sezione, variabile nella maggior parte dei casi fra 1,9 e 2,3 pollici, con camera d'aria o tubeless. Il disegno della scolpitura è a volte studiato in funzione di un particolare tipo di terreno, altre volte è un compromesso. In generale per terreni fangosi è preferibile usare tasselli molto distanziati che limitino l'accumulo di fango, più ravvicinati invece su terreni duri.

È comunque possibile montare qualunque pneumatico, anche da strada con battistrada liscio e sezione molto stretta, purché il diametro sia quello corretto.

Esistono in commercio numerosi pneumatici di questo tipo. Le pressioni di gonfiaggio sono in funzione dello pneumatico utilizzato, per pneumatici di larga sezione a camera d'aria non si superano di solito le 5 atm di pressione massima.

È diffusa la pratica di sgonfiare parzialmente le gomme prima di affrontare discese impegnative, al fine di migliorare l'assorbimento delle asperità e, in caso di fondo viscido, l'aderenza.

La pressione in questi casi può essere ridotta fino a circa 2 atm (la gomma cede leggermente alla pressione di un solo dito) a seconda del peso del ciclista.


MANUBRIO

È molto largo e dritto o solo leggermente arcuato, per consentire un miglior controllo della bici su terreno accidentato (le braccia agiscono su un braccio di leva maggiore).

Come il telaio, può essere in alluminio, acciaio, lega leggera, titanio o carbonio. Si possono aggiungere speciali appendici o "corna" alle estremità del manubrio, utili per la presa in salita, in particolare in piedi.
Freni:
Il principale requisito che i freni da mtb devono avere rispetto a quelli per bici da corsa è la capacità di lasciare uno spazio elevato fra i bracci del freno e la ruota, in modo da consentire il montaggio di pneumatici a larga sezione mantenendo ancora margine per evitare accumuli di fango.

Per questa ragione i comuni freni ad archetto non possono essere utilizzati.

Fino alla fine degli anni novanta erano impiegati universalmente freni del tipo "cantilever", in comune con le bici da ciclocross. Fino a pochi anni fa venivano montati quasi esclusivamente freni del tipo "V-brake", oggi utilizzati sulle biciclette più economiche, questi sono freni a pattino caratterizzati dall'avere i bracci di leva del corpo freno molto lunghi per consentire elevata potenza frenante con basse pressioni sulla leva al manubrio.

Attualmente le mtb vengono dotate quasi esclusivamente di freni a disco simili per costruzione e funzionamento a quelli motociclistici, con la differenza che i modelli più economici sono azionati da un cavo anziché da un fluido in pressione.

I freni a disco possono essere montanti solo su ruote appositamente progettate, che presentano un diverso posizionamento dei raggi per sopportare il forte momento torcente che si crea fra il mozzo e il cerchione in frenata. Inoltre, il telaio deve essere predisposto con gli appositi supporti per il fissaggio della pinza.

I moderni freni a disco hanno una potenza di frenata decisamente superiore a quella dei "V-brake" anche grazie all'utilizzo di dischi frenanti di notevole diametro (le dimensioni più frequenti sono 160, 180 e 200 mm).

Inoltre, i freni a disco hanno la capacità di frenare sempre anche in condizioni gravose, come fango o neve, che sono il punto debole dei freni tradizionali.

Tipi di mountain bikeLe MTB si possono classificare in base al telaio e alle sospensioni:

•front suspended o hardtail (ovvero con forcella ammortizzata anteriore)
•full suspended o biammortizzate o softail (con forcella ammortizzata anteriore e sistema ammortizzante posteriore integrato nel telaio)
•rigide (senza sospensioni).
 

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mtb-elettriche.com

mtbelettriche.altervista.org

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ANCORA UNA VOLTA, NON CE L'AVREMMO FATTA SENZA TUTTI VOI!
 Gracias    Merci
Obrigado
Danke  Grazie
Thank you

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Lucas Cranach il Vecchio: Le Tre Grazie, 1531!

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OLTRE LE ASPETTATIVE

Fine della PAGINA 22 (Codice Norba) delle 24 PRESENTI.